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Messaggioda ANTONIO55 » 07/03/2011, 22:44

Questo Forum è stato creato per discutere dell’Argento Colloidale Ionico (A.C.I.) trattato sul sito, dove oltre alla parte teorica è stata inserita anche la parte riguardante la sua produzione tramite alcuni generatori acquistabili su Internet.

Quei generatori nonostante i notevoli progressi tecnologici rispetto ai generatori a batteria, proprio per ragioni intrinseche al processo elettrolitico, consentono di ottenere argento colloidale maggiormente ionico rispetto alla quota di particelle di argento metallico.

Ma nonostante le divergenze di opinioni dei produttori (quasi sempre per motivi commerciali) queste non inficiano assolutamente l’efficacia dei prodotti, anche se prevalentemente ionici.

E’ vero che gli ioni Argento (Ag +) se ingeriti, a contatto con gli ioni Cloro (Cl -) formano Cloruro d’Argento, ma questo composto viene eliminato in poco tempo attraverso le vie escretorie (urine e feci in particolare).

Le particelle d’argento presenti nella sospensione una volta ingerite, vengono assorbite dalle mucose della bocca ed immesse nel circolo sanguigno per essere distribuite in tutte le parti del corpo.

L’argento metallico è risaputo che abbia scarsa reattività (cioè non si combina per formare composti) per cui bisogna prendere in considerazione un altro fenomeno anche questo accertato dalla comunità scientifica di tutto il mondo:
la proprietà dell’argento metallico che in ambiente liquido rilascia in continuazione ioni argento (Ag +).

Si ricordi l’aneddoto dei romani che immergevano le monete d’argento nell’acqua per disinfettarla o nei secoli più vicini a noi per bloccare l’inacidimento del latte con lo stesso procedimento adottato dai romani.

Gli ioni d’argento sono molto reattivi nei confronti dei germi patogeni (batteri, virus, funghi e persino parassiti monocellulari).

E’ lo ione argento come seconda emissione da parte degli atomi di argento (di solito aggregati a gruppi di 15) che penetrando all’interno del germe, lo porta immediatamente alla morte.

Quindi quando affermiamo che vorremmo ottenere la maggior parte di argento elementare intendiamo dire che acclarato il fenomeno della combinazione degli ioni contenuti nell’Argento Colloidale con i composti salini dell’organismo, abbiamo bisogno della maggior parte di argento metallico per l’emissione secondaria in tutti i distretti corporei di ioni argento che incontrando i germi patogeni li distruggano.

L’argento è impiegato (grazie alle scoperte del Dr. Becker ) negli ambienti ospedalieri di tutto il mondo sotto forma di argento metallico introdotto nel corpo umano per risolvere infezioni batteriche impossibili da debellare con altri antibiotici conosciuti, salvo usare sostanze piuttosto tossiche.

Ma il principio di funzionamento è sempre basato sul rilascio di ioni argento da parte dell’argento elementare (poiché ripetiamo è la parte ionica quella fortemente reattiva nei confronti dei germi patogeni).

Per ulteriore approfondimento sull’utilizzo degli ioni d’argento nella cura di molteplici patologie potete rintracciare su Internet le ricerche della PUBMED (U.S. National Library of Medicine)( ci sono oltre 4000 articoli indicizzati come: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=silver%20ions

Al di là delle discussioni ideologiche sull’efficacia o meno dell’Argento Colloidale (a prevalenza ionica) la realtà obiettiva non può essere modificata, cioè il fatto che in oltre 100 anni di utilizzo si è constatata la grande capacità antibatterica dell’Argento Colloidale Ionico.


Stralcio dal libro del Biologo Tedesco Josef Pies

Morte degli agenti patogeni per soffocamento

Oggi si parte dal presupposto che siano gli ioni argento e non gli atomi a sviluppare l'effetto germicida, dato che l'argento metallico non è molto reattivo. Questo non è tuttavia in contraddizione con l'uso dell'argento colloidale, che oltre a particelle elementari d'argento contiene perlopiù ioni argento.

E in ambiente liquido l'argento metallico, quindi anche le particelle colloidali, rilasciano costantemente ioni argento in grado di esplicare la loro azione antimicrobica. Sullo stesso principio si basa la medicazione con la lamina d'argento e altri preparati a base di argento (cfr. "Contro cosa è efficace?").
Attraverso il liquido della ferita l'argento metallico rilascia degli ioni argento che possono esercitare la loro azione.

Agli inizi del XX secolo si credeva ancora che migliaia di particelle d'argento a carica positiva si attaccassero alla superficie dei batteri a carica negativa, cento volte più grandi, uccidendoli. A volte è anche possibile che succeda, ma oggi si parte dal presupposto che l'argento eserciti un effetto antimicrobico su vari livelli.

Si sa per esempio che gli ioni argento reagiscono molto intensamente con alcuni gruppi chimici contenenti zolfo (gruppi sulfidrilici o tiolici = gruppi SH). In tal modo si verificano due fenomeni: la distruzione di strutture cellulari e l'inattivazione di enzimi. Ma questi ultimi prendono parte a innumerevoli meccanismi all'interno delle cellule, senza i quali la vita non sarebbe possibile. Se la loro funzione viene ostacolata o l'enzima stesso viene distrutto, vengono ostacolati anche dei processi vitali di quei germi patogeni, che di conseguenza muoiono.

In primo luogo gli ioni argento pregiudicano l'approvvigionamento energetico delle cellule batteriche e micotiche, dal momento che la loro catena respiratoria viene interrotta. Questi germi soffocano così nel giro di qualche minuto, perdono liquido ed elettroliti, si disidratano e si atrofizzano.

Ma l'argento esercita la propria azione anche sugli acidi nucleici dei batteri, importanti componenti delle loro informazioni genetiche (RNA e DNA).
Evidentemente il legame dell'argento impedisce la proliferazione del plasma germinale poiché l'RNA o il DNA viene stabilizzato.
In questo modo si impedisce la duplicazione delle informazioni genetiche necessarie per la moltiplicazione cellulare. Una tale interazione dev'essere quindi corresponsabile, se non addirittura determinante, per l'effetto antibatterico [Landsdown, 2002a].

Un altro tema su cui si discute è il distacco della membrana cellulare dalla parete cellulare provocato dall' argento [Wulf e Moll, 2004]. L’argento è anche in grado di legarsi a molte altre componenti cellulari dei batteri, compromettendone la funzione. È inoltre probabile che l'assorbimento del fosfato nella membrana cellulare venga ostacolato, così che il fosfato fuoriesce e la cellula batterica subisce un danno persistente.
Qui di seguito un quadro riassuntivo dei probabili meccanismi d'azione degli ioni argento sui batteri [cfr. Giihring, 2000]:

Interazione con il plasma germinale:
- formazione di complessi di argento e DNA e/o argento e RNA;
- distruzione degli acidi nucleici;
- inibizione della riproduzione delle informazioni genetiche.

Interazione con aminoacidi, proteine ed enzimi: - formazione di solfuri di idrogeno (gruppi SH);
- distruzione di enzimi vitali.

Compromissione dell'approvvigionamento energetico: - reazione con citocromi (= componenti della catena respiratoria);
- influsso sul trasporto degli elettroni.

Interazione con la membrana cellulare: - modifica della permeabilità;
- inibizione dell'assorbimento del fosfato;
- perdita di liquidi e disidratazione della cellula.
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